Secolo XVI

 

In quersto secolo il Rinascimento raggiunge il suo punto più alto. Ma è il secolo delle guerre d'Italia, otto conflitti combattuti sul suolo italiano per la supremazia in Europa. Iniziati dai Francesi sul finire del XV° secolo per far valere il potere angioino sul regno di Napoli. Carlo VIII, dopo essersi assicurato la neutralità delle grandi potenze e appoggiato inizialmente da Veneziani e dai cardinali ostili al papa spagnolo Alessandro VI, dal settembre 1494 al febbraio 1495 era sceso lungo la via Francigena. Ma il suo trinfo provoca la nascita della laga antifrancese che lo affronta a Fornovo sul Taro nel luglio del 1495 e lo aveva respinto. I suoi eredi poi nel corso del secolo finiscono per firmare un trattato che garanisce Sicilia, Sardegna, Milano, Napoli e assicura i Presidi sulla costa toscana. La grande potenza europea è la Spagna e il suo predominio in Italia dura centocinquant'anno.

L'epoca d'oro della transumanza

Nel meridione d'Italia gli Aragonesi fin dal 1443 avevano fatto della transumanza il settore trainante dell'economia, istituendo un apposito ufficio per la sua gestione.

Si chiamò Regia dogana della mena delle pecore di Puglia ed era diretta da un alto funzionario detto Doganiere.

La transumanza divenne obbligatoria; il Tavoliere pugliese fu ripartito in tante aree pascolative dette locazioni, da affittare ai proprietari di pecore, noti come "locati"; i tributi a carico dei locati erano bilanciati da agevolazioni varie.

Gli Aragonesi attivarono il ciclo completo del settore, dall'allevamento alla commercializzazione di ovini e loro prodotti.

 

Abruzzo, Molise, Puglia, Campania e Basilicata costituirono una unica "regione economica", pur conservando ciascuna l'identità storica e politico-amministrativa.

Per secoli, così, la regione storica rimase una "costante" della macroregione economica, autentica "variabile" legata al mercato.In Toscana la transumanza da' origine alle "maremmane", vie che collegavano le zone montane alla Maremma.