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L'Arco di Costantino fu eretto dal Senato e dal popolo romano all’estremo limite del Foro, sulla via Sacra, a ricordo della vittoria riportata su Massenzio presso Ponte Milvio nel 312. Quasi tutto il materiale fu preso dagli archi di Traiano, di Marco Aurelio e da altri monumenti, tanto che l'Arco di Costantino fu chiamato, in tono derisorio, la 'cornacchia di Esopo'. La parte più interessante di questo splendido monumento, tra gli antichi il meglio conservato, è l'iscrizione che, senza nominare Cristo ma nemmeno divinità pagane, trova nella frase 'instinctu divinitatis' (per stimolo della divinità) una formula non compromettente. Vicino all’Arco di Costantino si vede, nel pavimento, un circolo: in questo punto vi era una fontana, chiamata Meta Sudans, che esisteva fin dal tempo di Nerone e che fu ricostruita da Domiziano. Qui venivano i gladiatori a lavarsi. Più in là, alla fine di via dei Fori Imperiali, sempre sul pavimento, si nota un quadrato di lastre di travertino, che indica il punto dove sorgeva, trasportatovi da Adriano, il Colosso di Nerone, la famosa statua eretta da Nerone nell’atrio della Domus Aurea.

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(vedi mappa Iter 1 )


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